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Università partecipanti: Bari, Bergamo, Bicocca (Milano), Bocconi (Milano), Camerino, Cattolica (sede di Piacenza), Firenze, Genova, LUISS (Roma), Milano Statale (anche organizzatore), Parma, Pavia, Pegaso (Università Telematica), Sassari, Siena, Torino, Salento (Lecce), Ferrara (sede di Rovigo),

Piemonte Orientale (sede di Alessandria), Urbino e Verona. 111 studenti, 22 squadre da 21 università italiane, donne in maggioranza (59%) con il 5% di stranieri. Sono i partecipanti alla sesta edizione della “Competizione Italiana di Mediazione”, che si tiene in questi giorni a Milano, oggi in Camera di commercio, ieri e domani in Università Statale. La competizione è organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, in collaborazione con l'Università Statale di Milano. Simulano una disputa di natura legale, interpretando il ruolo di avvocati e parti a confronto su controversie come la costruzione di una strada in una valle ad alto valore paesaggistico ed etnografico, che vede su fronti contrapposti l’amministrazione comunale e un’associazione locale, ma anche la lite tra un ricercatore universitario in criminologia ed una casa editrice sulla pubblicazione di un saggio. I vincitori si sapranno sabato 24 febbraio (https://www.facebook.com/CompetizioneItalianaMediazione/).

Ha dichiarato Marco Dettori - presidente della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano: “Con questa iniziativa puntiamo a creare un ponte tra le università con il mondo del lavoro e a diffondere l’utilizzo della mediazione come strumento di risoluzione delle controversie”.  Ha aggiunto Luigi Cominelli, che è docente di Mediazione e negoziazione alla Statale e fa parte del Comitato organizzatore della CIM:  "L'esperienza delle competizioni studentesche è sempre enormemente apprezzata dagli studenti, che hanno modo di sviluppare le proprie competenze relazionali e professionali in maniera molto efficace”.

E secondo le Università bisogna partecipare alle competizioni per imparare il lavoro di gruppo (86%) anche se bisogna fare più pratica (71%) e sapere meglio le lingue (68%). Tra i vantaggi di questa full immersion per studenti l’esperienza di crescita culturale e generale (76%) e conoscere gli aspetti anche etici di quella che sarà la futura professione (52%). Mentre gli ostacoli più grandi per gli studenti sono la scarsa abitudine alle esercitazioni pratiche (71%) e a gestire la conflittualità (62%) come la mancanza di abitudine a parlare in pubblico (57%).

Le università partecipanti. Bari, Bergamo, Bicocca (Milano), Bocconi (Milano), Camerino, Cattolica (sede di Piacenza), Firenze, Genova, LUISS (Roma), Milano Statale (organizzatore), Parma, Pavia, Pegaso (Università Telematica), Sassari, Siena, Torino, Salento (Lecce), Ferrara (sede di Rovigo), Piemonte Orientale (sede di Alessandria), Urbino e Verona. Sono 21 le Università provenienti da tutta Italia per partecipare alla “Competizione Italiana di Mediazione”, giunta alla sesta edizione. La gara, che coinvolge 111 studenti, si svolge in questi giorni presso l’Università degli Studi di Milano e in Camera di commercio, presso la Camera Arbitrale di Milano.

Si tratta di una gara tra studenti universitari sul tema della mediazione, organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, in collaborazione con l'Università Statale di Milano. Per ogni incontro di mediazione ciascun ateneo può schierare una squadra composta da 2 studenti, dei quali uno impersonerà la parte coinvolta nella controversia e l’altro il suo avvocato. I team sono chiamati a sfidarsi in una serie di procedimenti simulati di mediazione, con lo scopo di dimostrare le capacità dei propri rappresentanti a negoziare le controversie in modo cooperativo ed efficace. Gli incontri, della durata di 85 minuti, si svolgono davanti ad un mediatore professionista esperto e ad altri quattro mediatori che opereranno in veste di valutatori. A loro il compito di stabilire chi sia stato il negoziatore più efficace. Novità di questa edizione è la presenza tra i valutatori di studenti mediatori che hanno partecipato alla precedenti edizioni della competizione di mediazione. Tra i premi assegnati quest’anno, oltre a quelli per la migliore squadra e per le singole categorie (in base agli skill di ogni squadra) saranno assegnati un premio “Next Generation” dai valutatori ex-studenti partecipanti alle precedenti edizioni ed un premio “Green” per la migliore gestione del caso relativo ad una controversia ambientale.

I casi al centro della competizione di mediazione di quest’anno: il bar tabacchi di successo che aveva esteso l’attività aprendo un ristorante e che si trova al centro di una disputa tra soci e amici, la società di deposito merci coinvolta in una controversia su fatture da pagare con una società di assicurazione che ha disdetto il contratto per la conservazione e custodia dei propri archivi cartacei, la controversia immobiliare legata alla realizzazione di un complesso residenziale con annesse opere di urbanizzazione in cui al completamento dell’opera la società realizzatrice chiede un sovrapprezzo alla società di intermediazione immobiliare cui ha venduto, la controversia in materia ambientale legata alla costruzione di una strada in una valle ad alto valore paesaggistico ed etnografico che vede su fronti contrapposti l’amministrazione comunale e un’associazione locale con conseguente alta tensione tra le diverse fazioni in paese, la lite tra un criminologo e ricercatore universitario ed una casa editrice del settore giuridico relativa alla pubblicazione di un saggio per il quale non sono stati rispettate le condizioni pattuite per modalità e tempi di pubblicazione con possibili conseguenze negative sulle prospettive del percorso professionale del ricercatore.

L’identikit degli studenti. Sono 111 gli studenti provenienti da 21 università italiane. Le studentesse pesano il 59% del totale mentre gli studenti stranieri che saranno coinvolti nella competizione sono circa il 5% del totale. Quattro le squadre completamente femminili (Lecce, Milano Bicocca, Siena e Verona), una sola tutta al maschile (Firenze).

La gara, secondo le Università si impara il lavoro di gruppo (86%) ma bisogna fare più pratica (76%) e sapere meglio le lingue (68%). Lavoro di gruppo (86%), esperienza di crescita culturale e generale (76%), entrare in relazione con studenti di altre università (67%) e conoscere gli aspetti anche etici di quella che sarà la futura professione (52%). Sono questi i vantaggi della gara secondo le Università partecipanti che hanno risposto ad un questionario. Gli ostacoli più grandi per gli studenti sono soprattutto la scarsa abitudine alle esercitazioni pratiche (71%) e a gestire la conflittualità (62%) come la mancanza di abitudine a parlare in pubblico (57%). Imparare (57%) meglio se vincendo (19%), è questo il motivo per cui le università partecipano.  

L’Italia nel confronto con l’estero. C’è ancora da fare per raggiungere il livello di Paesi più avanti nella preparazione degli studenti sui temi della mediazione per il 43% dei partecipanti alla competizione. Gli studenti italiani pagano soprattutto la minore conoscenza delle lingue (68%) e minore preparazione pratica (62%) ma sono avanti per flessibilità (68%) ed empatia (57%) e un loro punto di forza è anche il livello di preparazione giuridica (38%).

 

Perché le Università partecipano. Innanzitutto perché è importante offrire agli studenti una esperienza di formazione fuori dall’aula, per l’86%, ma anche perché questo tipo di eventi permette di far crescere i rapporti tra università ed università ed istituzioni (38%). E infatti, circa l’80% delle università partecipa spesso a competizioni di mediazione, soprattutto sul territorio nazionale.

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