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Il mercato bancario angolano è classificato come un "gigante addormentato" dal rapporto della McKinsey sull'attività bancaria al dettaglio africana, che rivela che l'Angola è uno dei quattro Paesi del continente in cui i clienti preferiscono il digital banking. La relazione della McKinsey Global Banking, dal titolo 'Roaring to Life:

crescita e innovazione nel retail banking africano', rivela che l'Angola è uno dei quattro Paesi del continente in cui i clienti bancari preferiscono i canali digitali a canali fisici. Secondo lo studio, il 45% dei clienti delle banche angolane preferisce il digital banking, accessibile tramite cellulare o computer. È in Nigeria che la percentuale di coloro che dicono di preferire i canali digitali raggiunge il livello più alto, seguita dal Sud Africa e dall'Angola. Secondo il rapporto McKinsey, il 40% degli africani preferisce utilizzare i canali digitali per le transazioni, all'incirca la stessa percentuale di coloro che preferiscono andare alle agenzie. I mercati bancari africani sono, osserva il rapporto, tra i più interessanti al mondo, presentandosi il mercato bancario del continente come il secondo con più rapida crescita e il secondo più redditizio in tutto il mondo, considerato un "focolaio di innovazione'.Attualmente, quasi 300 milioni di Africani sono clienti di banca, una cifra che potrebbe aumentare a 450 milioni in cinque anni. Il rapporto segmenta il mercato africano in quattro tipi - dai mercati avanzati come il Sudafrica e l'Egitto, a mercati in transizione e rapida crescita, come il Kenya, il Ghana e la Costa d'Avorio, a giganti addormentati come l'Algeria, la Nigeria e l'Angola, e a mercati bancari emergenti, come la Repubblica Democratica del Congo e l'Etiopia.Il rapporto rivela inoltre che non vi è alcun trade-off tra crescita e redditività, in quanto le banche in più rapida crescita sono anche le più redditizie. Questi "vincitori" sono definiti per impiegare una o più delle cinque pratiche vincenti: targeting della posizione geografica e corretta segmentazione, miglioramento dell'efficienza, scommesse sulla digitalizzazione e innovazione nel rischio. La geografia si prefigura come un fattore importante nel business, con circa il 65% della redditività delle banche africane (misurata dal ROE) e il 94% della crescita dei ricavi attribuibile all'ubicazione geografica. Il rapporto osserva che c'è un riequilibrio delle entrate attraverso il continente verso l'Africa settentrionale, orientale e occidentale, con possibile perdita di rilevanza relativa in Sud Africa. Il rapporto sottolinea inoltre che il 70% della crescita del fatturato aggregato si verificherà nei segmenti intermedi, definiti come redditi annui tra 6.000 USD e 36.000 USD.Il mercato di massa - individui che ricevono meno di 6.000 dollari l'anno - rappresenta il 13% della crescita, ma è il segmento in più rapida crescita. Lo studio indica anche grandi opportunità di cross selling - mentre il 95% degli Africani ha prodotti di pagamento, meno del 20% ha prodotti di credito, assicurazioni, investimenti o deposito. L'Africa ha il secondo rapporto più alto tra costi e attività rispetto ad altre regioni, che si attesta al 3,6% e ha una traiettoria negativa. Solo i margini significativi hanno protetto le banche africane da una diminuzione del rapporto costi / ricavi, probabilmente l'indicatore di efficienza più utilizzato. Tuttavia, è possibile avere rapidi guadagni in questo settore, segnalando nel rapporto, otto  banche africane che hanno migliorato la propria efficienza negli ultimi cinque anni, attraverso una combinazione di tre leve: digitalizzazione 'end to end', miglioramento della produttività delle vendite come conseguenza di utilizzo di approcci analitici avanzati e ottimizzazione del "middle-office".Lo studio approfondisce i quattro temi emergenti dell'innovazione in Africa: la trasformazione digitale dall'inizio alla fine, partnership con aziende di telecomunicazioni, la costruzione di una banca digitale e la costruzione di un ecosistema. L'attività bancaria africana mantiene il secondo costo di rischio più alto al mondo. La scarsa disponibilità dei dati rappresenta gran parte del problema, con le agenzie di credito che coprono solo l'11% degli Africani, rispetto a oltre il 90% della popolazione nei mercati avanzati. (ICE LUANDA)

 

 

 

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